MessageMind non è nato come prodotto. È nato da un problema
in cui stavamo annegando.
I fondatori gestivano un'agenzia di marketing con una base
clienti globale, sparsa su ogni continente e ogni fuso orario.
Ogni messaggio, ogni domanda, ogni ping su Slack, ogni WhatsApp
alle 2 di notte: tutto gestito a mano, uno per uno.
Un incubo. I telefoni non smettevano mai di vibrare. Quando un
cliente da una parte del mondo riceveva risposta, un altro
dall'altra parte stava già aspettando da dodici ore. E una volta
sistemato quello, il fuso successivo aveva già perso la pazienza.
Nemmeno assumere risolveva: i conti non tornavano. Due persone
per coprire i buchi, una per le notti e una per i weekend, e
qualche messaggio sarebbe sfuggito comunque. Costoso,
fragile, e il problema restava lì.
Così abbiamo costruito quello che avremmo voluto trovare già
pronto: un agente AI che vive su ogni canale, legge ogni
messaggio nell'istante in cui arriva e lo gestisce da solo,
oppure passa la palla a una persona. Alle 15 come alle 3 di
notte, in qualsiasi lingua, in qualsiasi fuso orario.
MessageMind l'abbiamo costruito prima di tutto per noi. Ha
funzionato. Poi l'hanno voluto i nostri clienti. Oggi gestisce
le conversazioni con i clienti di aziende di ogni dimensione e
settore, in tutto il mondo: da fondatori solitari a team globali
stanchi di essere quelli che rispondono a mezzanotte.